Gli affreschi minori

Il santuario della Madonna del Sasso, presenta numerosi affreschi sulle sue pareti che, a causa dell’umidità, rischiano di perdersi definitivamente.

All’ingresso, sul lato sinistro del portale, si può osservare l’immagine di S. Bernardino da Siena e, a seguire, due immagini di S. Cristoforo di dimensioni minori; secondo una antichissima credenza popolare, il fedele che, uscendo, avesse guardato la figura di S. Cristoforo, per quel giorno, non sarebbe morto di morte improvvisa.

San Bernardino da Siena (sulla sinistra) e San Cristoforo (le due riproduzioni sulla destra).
San Bernardino da Siena (sulla sinistra) e San Cristoforo (le due riproduzioni sulla destra).

Sulla parete destra si notano affreschi votivi, che forse portavano in basso il nome dei committenti.

Si inizia con una Madonna di Loreto, tra San Bernardino e San Onofrio, raffigurata con il bambino in mano e posta destro un tabernacolo sorretto da due angeli.

La Madonna di Loreto
La Madonna di Loreto

L’opera, probabilmente del ‘400, è condannata a sparire a causa della progressiva caduta dell’intonaco. Più avanti appaiono altri immagini di santi di cui due San Sebastiano di diversa grandezza. Segue l’altare di S. M. Maddalena con una tela degli Angelucci (XVI sec.), che raffigura una Crocifissione e la Maddalena, oggi non più presente.

Al di là di un breve arco a sesto semicircolante, chiuso da una cancellata lignea a graticci, c’è il presbiterio, piuttosto angusto, che contiene l’altare maggiore, un po’ sopraelevato.

Al di sopra della cancellata, è dipinto l’Eterno Padre, forse opera di Fabio Angelucci, originario di Mevale di Visso.

L'Eremo Padre
L’Eremo Padre

Sulla parete che all’esterno è rivolta verso Nord, sono dipinte invece tre figure di santi, delle quali quella di mezzo rappresenta forse S. Antonio abate. Subito sotto, si trova una scritta in caratteri gotici, recante la data 1496, oggi non più leggibile del tutto.

Sant'Antonio Abate
Sant’Antonio Abate

Continuando sulla stessa parete dell’abside rettangolare, a sinistra di chi guarda, si nota una prima immagine, ormai sbiadita, che rappresentava forse S. Antonio da Padova, con un lupo legato ad una corda; più avanti si può osservare un S. Antonio abate, effigiato anche sulla parete meridionale e nell’intradosso dell’arco di quest’ultima. Sopra al primo S. Antonio si legge, ancora, in caratteri gotici, “M. Petrus Angelili f.”. A questo maestro, contemporaneo del Bontulli, quindi nato tra il ‘400 e il ‘500 in uno dei castelli di Percanestro e Rocchetta, forse si debbono assegnare gli affreschi con la data 1496. Nell’intradosso della porticina, che si apre sulla parete meridionale, si osserva, di fronte al S. Antonio, un S. Veneziano con la città ddi Camerino in una mano e la bandiera nell’altra. Non si conosce l’autore, ma un S. Veneziano della stessa mano si trova nella chiesa di S. Francesco di Puntelatrave.